DISCOGRAFIA

G. Nardi "The Killer and the Rose" for Sax and Electronics

Da vari anni avevo idea di realizzare un album sullo stile dei progetti di John Zorn dedicati a Spillane e Godard. L’ album è dedicato alla letteratura Hard Boiled e al cinema da essa derivato. Il genere Hard Boiled fu pubblicato e strettamente collegato con le riviste Pulp, successivamente i romanzi Hard Boiled vennero pubblicati da case editrici in edizioni in brossura, comunemente note come Pulps; di conseguenza il termine Pulp Fiction è spesso usato come sinonimo di Hard Boiled. Particolarmente ispirato alle figure di Mickey Spillane e Quentin Tarantino, ma a differenza degli album di Zorn, ispirato più che alle figure stesse, al loro linguaggio artistico applicato alla musica.

Citazioni colte e ironiche. In elegante confezione formale. Rilettura di elementi di generi diversi replicati ed incorporati in una nuova forma. In questo caso citazioni di classica contemporanea, Hip Pop, Techno, Jazz, Dubstep, musica dei cartoni animati, musica dei film noir. Sempre tenendo presente le caratteristiche del genere, che si differenzia dal giallo deduttivo per la rappresentazione realistica del crimine, della violenza e del sesso. L’ album è un’ unica composizione narrativa composta dai seguenti “capitoli”: 1.The great and glorious bastard 2. Immoral solo 3.This story is not a cartoon 4.Pulp Tango 5.Metamorphosis is not for everyone 6.Hard Boiled Dream 7.Once upon a time a Queen my little readers 8. Face to face for the Rose and the Bad 9. Sorry my darling but I’m the Killer. I titoli sono platealmente in stile Tarantino/Spillane, uno cita anche un certo libro italiano o meglio Toscano nato da riviste!! Una nota sulla copertina, (da me disegnata) in stile Pulp Magazine modernizzato, pure con l’ imitazione della carta. Non vorrei dimenticare anche la citazione di Roy Lichtenstein che aveva magistralmente incorporato i fumetti nella sua pittura. In ultimo vorrei dire che la genesi di queste composizioni deve molto al lavoro fatto con Spiral di Stockhausen, ed era paradossalmente l’ unico album possibile dopo la registrazione dell’ integrale. Deve molto anche alle conversazioni che ebbi con Ennio Morricone a riguardo dell’ importanza e al metodo di lavoro, poco conosciuto, che aveva avuto per lui il percorso fatto con il “Gruppo di Improvvisazione di Nuova Consonanza”. Tutte le improvvisazioni sono registrate in un solo take senza tagli o montaggi.

K. Stockhausen "Tierkreis" for Saxophone and Electronics

Questa versione del Tierkreis è nella parte del sax la stessa di quella realizzata per sassofono solo.  Sentivo comunque che le melodie avevano delle caratteristiche implicite da poter generare “altro”. Pur mantenendo la scelta fatta precedentemente di purezza nella parte del sax, ho programmato catene di effetti elettronici che interagendo con il sax, esaltassero ancora di più le caratteristiche melodiche, in maniera spesso imprevedibile. Fino a toccare anche universi sonori di diversi generi musicali.

J.S. Bach "Cello Suite 3"
J.S. Bach "Partita in A Minor" for Saxophone Solo

“Il virtuosismo nasce spesso da un conflitto, da una tensione tra l’idea musicale e lo strumento, tra il materiale e il materiale musicale […] Il virtuoso di oggi, degno di tale nome, è un musicista che – come ogni studioso moderno, in ogni campo della Ricerca – ha la necessità e l’abilità di muoversi in un’ampia prospettiva storica, interpretando l’esperienza del Passato, come quella dell’immediato Presente […] e che è capace di risolvere le tensioni tra la creatività di ieri e di oggi […] Egli vede nel proprio strumento anche un mezzo di Ricerca, non solo di piacere…”

Luciano Berio

K. Stockhausen "Spiral" (Integral) for Saxophone and Electronics

Questa è l’unica versione integrale registrata in oltre 50 anni, solo un’ altra versione integrale, per voce, è stata registrata, a cura dello stesso Stockhausen. Ho registrato in unico take, senza tagli o montaggi, le onde corte sono reali, ricevute dal web su computer desktop e controllate con un iPad e altri dispositivi. Spiral (1968) durante l’EXPO 1970 di Osaka (Giappone), fu interpretato più di 1300 volte, in uno speciale auditorium sferico progettato dall’architetto Bornemann, su consiglio di Stockhausen, e costruito da Siemens. Il suono era diffuso da tutte le direzioni attraverso oltre 50 altoparlanti. Io stesso ho realizzato una versione live con una grande spazializzazione e live electronics realizzati dal Centro “Tempo Reale” di Firenze. “Spiral” forza i limiti dell’interprete classico creando le condizioni per la sua evoluzione, simboleggiata dalla spirale stessa. Spiral non è solo una composizione, è un romanzo di un uomo (solista), che attraverso le tavole della legge (partitura), affronta l’evento (onde corte che provengono da ogni area dello spazio come uno spirito umano collettivo) e reagisce, costretto ogni volta ad evolversi al di là delle proprie capacità. Spiral è un trattato filosofico scolpito nel suono.

S. Gubaidulina "Duo Sonata"
E. Denisov "Sonata"
for alto Saxophone and Cello

La Duo-Sonata di Gubaidulina nacque dall’ esigenza di ampliare il repertorio per sax e violoncello. Dopo lunghi perfezionamenti concordai con Gubaidulina questa versione adesso pubblicata dal suo editore SIKORSKI. Con l’ ultra virtuosistica Sonata di Denisov vengono esplorate all’ estremo le possibilità musicali e sonore del duo sax-violoncello. 

Due dei brani di musica da camera più belli del repertorio sassofonistico, in grado di competere con il grande repertorio degli strumenti più “classici”.

La sequenza di multifonici del brano di Gubaidulina è costruita non in maniera effettistica, ma era mia intenzione portare il sax al confronto degli strumenti ad arco nella capacità di suonare sequenze armoniche con accordi.

K. Stockhausen "Tierkreis" for Soprano Saxophone Solo

Avevo già realizzato precedentemente una versione del Tierkreis per sassofono solo, eleborandolo come un brano d’ avanguardia radicale, con effettistica di ogni tipo, come slap suoni multipli e altro.

Questa versione è nata successivamente per un concerto all’ Accademia Chigiana di Siena, dove interpretavo il Tierkreis in un’ Abbazia del 1200 di stile gotico, insieme a brani di Morales, Josquin, Pierre de La Rue e Perotinus, solista con il coro. Questo contesto ha fatto si che rielaborassi questa nuova versione, estremamente idiomatica per sax soprano solo, dove si esalta il carattere più puro e spirituale delle melodie di Stockhausen. Le elaborazioni rispecchiano il carattere di ogni segno zodiacale. Un solo suono multiplo è presente, nel Toro, ad indicare il mio segno zodiacale.

A. Schnittke "Suite in the Old Style" for Saxophone and Piano

Avevo ascoltato composizioni di Schnittke, Gubaidulina e Part durante il mio periodo di studi a Salisburgo inizio anni ’90, quando ancora non erano molto eseguiti in Europa e ne rimasi molto colpito. Avevo il desiderio di avere in repertorio delle loro composizioni. La Suite di Schnittke completa insieme al brano di Gubaidulina e un brano di Part questa operazione. Questa è una mia trascrizione autorizzata dall’ editore. La Suite è composta da brani tratti da colonne sonore scritte da Schnittke per il cinema. I movimenti sono tratti dal film “The adventures of a dentist” (Klimov, 1965) una dark comedy sovietica, da cartoni animati, e dal film documentario “Sport, sport, sport” (Klimov, 1970). Consapevole di confrontarmi a tutti gli effetti con un riadattamento di colonne sonore peraltro per orchestra, mi sono trovato a pensare come avrei voluto il brano da regista e non come musicista. Desideravo un pianoforte estremamente analitico e nello stesso tempo con un suono ironico, assolutamente non romantico, senza pedale e che circondasse il suono del sax. Immaginando films in bianco e nero. 

G. Nardi / L. Brusci "Minimal Hard Rooms" for Saxophone, Piano and Electronics

Ho lavorato con Brusci in vari concerti e vari album, esplorando numerosi contesti musicali. In questo album abbiamo fatto un’ ulteriore esplorazione. Brusci ha composto la parte del piano; per la parte ritmica componendo assistito da un AI instruments del quale ha seguito personalmente la progettazione. Su queste imprevedibili composizioni pianistiche/elettroniche mi sono confrontato con ognuna usando stili diversi, attingendo da “detriti della memoria” di ascoltatore di John Zorn, Jan Garbarek, John Surman e David Sanborn (colonna sonora di Arma Letale!!). Tutte le improvvisazioni sono in un solo take, senza montaggi o editing.

G. Nardi "Beatbox Tech(no) Sax" for Saxophone and Electronics

Questa composizione “sperimentale” nasce come una specie di esercizio per esplorare e rileggere le sonorità del sax baritono in un contesto insolito, che potrebbe essere definito “vicino” all’ IDM o al Minimal Techno. Tutti i suoni della composizione sono infatti suoni derivati dal sax baritono. Vari tipi di slap, suono di chiavi, rumori delle parti meccaniche, voce nello strumento, suono dell’ ancia con ripresa microfonica estrememente ravvicinata, soffio e altro, trattati come una sorta di “objet trouvè” o “ready made” alla Duchamps, ed elettronicamente elaborati il minimo possibile in modo che fossero riconoscibili. Ricomposti poi con una drum machine.

G.P Telemann "12 Fantasias" for Soprano Saxophone solo

Successivamente alla registrazione del ciclo del Tierkreis, avvertivo il bisogno di affrontare un ciclo compositivo del passato (stesse 12 tracce). La scelta è caduta sulle Fantasie di Telemann per flauto solo.

Si poneva il problema di come farne una versione sia viste le innumerevoli già registrate sia per il fatto che il sassofono non era del tutto uno strumento filologico. Problema che non mi ero posto con la registrazione di Bach perchè più comunemente “usato” in maniera modernista.

Ho deciso quindi di “usare” le 12 Fantasie come una meditazione solitaria, lontana nello spazio e nel tempo, a significare un passato non ricostruibile. Vagamente come il tessuto connettivo usato da Berio su “Rendering” per reinterpretare Schubert. Ho usato un sax soprano dal suono più intimo del mio solito in argento e ho volutamente fatto una scelta impopolare e anticonvenzionale per quanto riguarda il suono della registrazione, quasi al limite del mono.

P. Glass "Gradus" for Soprano Saxophone Solo

Registrato nella stessa sessione di Telemann ne condivide le scelte. Una meditazione solitaria più moderna, fortemente influenzata dalla musica indiana. Ma allo stesso tempo capace di evocare polifonie implicite per strumento solo, come nella tradizione della musica occidentale.

Recensioni

Il suono del sassofonista Giovanni Nardi è acre, scuro, magmatico ma sa diventare dolce e luminoso, boreale, coprendo un vasto spettro di sfumature, i brani non sono mai prevedibili, a causa dell'alternarsi tra musica sussurrata e potenza emotiva devastante e free.

IL CORRIERE DI FIRENZE

Sax soprano suonato magnificamente da Giovanni Nardi.

LA NAZIONE

Un' esecuzione ineccepibile e ispirata.

IL RESTO DEL CARLINO

Giovanni Nardi, duttilissimo, precisissimo, impareggiabile e anche negli interventi meno ortodossi sullo strumento.

LA NAZIONE